Cesare Bettini è socio di Doc Creativity e Product Manager di Arte e Rigenerazione Urbana. Il suo lavoro unisce progettazione artistica e intervento concreto nello spazio urbano, spaziando dalla realizzazione di opere murali e scenografie alla decorazione di interni, fino alla rigenerazione di aree dismesse. Attivo in un settore in costante evoluzione, Bettini integra ricerca estetica, nuove tecnologie e attenzione alla sostenibilità, collaborando con enti pubblici, privati e aziende. La sua esperienza rappresenta l’equilibrio tra visione creativa e rigore operativo, tra bellezza e sicurezza, tra arte e lavoro.

Di che cosa ti occupi?
Realizzare opere di arte urbana nello spazio pubblico o privato significa spaziare dalla rigenerazione urbana di spazi dismessi fino a realizzazioni per privati e aziende, includendo anche la decorazione di interni e le scenografie. È un campo molto più ampio di quanto si pensi, con tanti stili diversi, tutti orientati a creare opere che abbiano un impatto sulla quotidianità delle persone.

Quali sono le tue opinioni sull’arte urbana?
Il settore dell’arte urbana nasce circa 40 anni fa con il graffiti writing e l’aerosol art, sviluppatisi inizialmente sulle metro di New York. Da quel momento, che all’epoca era considerato quasi un atto vandalico illegale, l’arte urbana ha acquisito sempre più valore, sia da parte delle istituzioni che dell’opinione pubblica.
Circa una quindicina o ventina d’anni fa, grazie al lavoro di diversi artisti, questo linguaggio ha iniziato ad affermarsi anche nel contemporaneo, diventando un’attività sostenuta e promossa sia da enti pubblici che da privati. L’arte urbana è entrata così nelle nostre città, contribuendo alla rigenerazione di luoghi abbandonati, ma anche alla valorizzazione di spazi di nuova costruzione.Oggi vive un momento interessante, influenzato dalle nuove tecnologie e dalle richieste dell’attualità. Pensiamo, ad esempio, a interventi che utilizzano vernici assorbi-smog o a fusioni con l’arte digitale attraverso la realtà aumentata. Questi sono alcuni dei trend del futuro. L’arte urbana può integrarsi nei sistemi culturali dei comuni che la promuovono, ma si registra anche un crescente interesse da parte dei privati nel voler dare identità e colore a spazi aziendali o privati, spesso anonimi, rendendoli capaci di raccontare una storia.

Come mai hai scelto la cooperativa?
Appartenere a una cooperativa e poter usufruire di tutti i suoi servizi mi permette di essere un lavoratore pienamente in regola, con permessi e documentazione di sicurezza sempre in ordine – aspetti fondamentali per un lavoro come il nostro, che può comportare anche rischi elevati.
Lavorare con Doc Creativity mi consente di alternare momenti di progettazione, spesso da remoto, a momenti molto intensi di produzione artistica, dove davvero ci si sporca le mani.

A chi consiglieresti la cooperativa?
Consiglio Doc Creativity a chi, come me, ha difficoltà a reperire la documentazione di cantiere o a chi ha bisogno di un unico portale in cui trovare tutti i permessi e completare le operazioni di formazione sulla sicurezza sul lavoro, ormai richieste da tutti i clienti. Doc Creativity ti offre il grande vantaggio di gestire tutte queste necessità in un’unica piattaforma, con un unico gestionale e un unico contatto con le filiali sul territorio. Questo permette di concentrarsi molto di più sull’aspetto creativo e progettuale, che è poi ciò su cui artisti come me – e come i miei colleghi – devono davvero focalizzarsi.

Qualche consiglio per chi inizia?
Essere curiosi, viaggiare, ispirarsi e lasciarsi ispirare anche dalle opere e dalle composizioni degli altri artisti. Il panorama è vastissimo e ricco di stili diversi, ma è importante non rinunciare alla propria ricerca artistica personale. Un altro consiglio fondamentale è la precisione. Non bisogna mai sottovalutare le richieste documentali: il nostro è un lavoro che comporta oneri importanti, soprattutto per quanto riguarda i lavori in quota e l’accesso ai cantieri. In un certo senso, apparteniamo anche al mondo dell’edilizia – non solo a quello creativo.