Focus sulla cooperazione culturale a Venezia per i 50 anni di Culturmedia
Venerdì 23 gennaio si è svolto a Venezia l’evento “Filiere culturali cooperative per uno sviluppo equo e sostenibile”. L’incontro ha avuto luogo all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti – Palazzo Cavalli Franchetti. L’iniziativa ha rappresentato la tappa conclusiva del percorso nazionale con cui Culturmedia Legacoop ha celebrato i cinquant’anni della cooperazione culturale italiana. Doc Creativity ha partecipato all’evento, sostenendone anche l’organizzazione. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della cooperazione. Al centro del confronto, il ruolo della cooperazione culturale come strumento capace di coniugare sviluppo economico, equità sociale e rigenerazione territoriale. È emersa con forza l’idea della cultura come bene comune, soprattutto nei territori più fragili. Nelle aree interne e periferiche, le filiere culturali cooperative rappresentano una leva concreta di coesione sociale e partecipazione. Nel corso della giornata è stata formalizzata l’adesione di Culturmedia e dell’Alleanza Internazionale delle Cooperative alla Fair Culture Charter promossa dalla Commissione tedesca dell’UNESCO. Questo passaggio inserisce l’esperienza italiana della cooperazione culturale in un percorso internazionale che riconosce la cultura come obiettivo autonomo dello sviluppo sostenibile. Un riconoscimento che rafforza il ruolo delle cooperative culturali come infrastrutture civiche capaci di generare lavoro dignitoso, inclusione e coesione.
Doc Creativity tra i protagonisti della cooperazione culturale italiana
La partecipazione di Doc Creativity all’evento di Venezia conferma il suo impegno all’interno delle filiere della cooperazione culturale. L’esperienza della cooperativa mostra come la tutela del lavoro creativo sia una condizione necessaria per produrre valore sociale.
«L’esperienza di Doc Creativity dimostra che quando le professioniste e i professionisti della creatività sono tutelati, regolati e messi nelle condizioni di lavorare con dignità, possono generare un impatto reale sulle comunità e contribuire a trasformare l’immaginario collettivo – ha dichiarato Daniela Furlani, presidente di Doc Creativity –. La cultura, se costruita insieme alle persone, diventa uno strumento di dialogo, riconoscimento reciproco e rigenerazione dei territori. Coinvolgere anche le professioniste nella progettazione di attività creative apre a nuovi spazi di espressione e permette alle donne di poter realizzare il sogno di lavorare nel mondo dell’arte. È così che la cooperazione rende la cultura un vero motore di sviluppo sostenibile, equo e inclusivo».
A Venezia la presidente di Doc Creativity, Daniela Furlani, ha sottolineato che la cooperazione culturale deve essere una scelta di sviluppo che mette al centro le persone, il lavoro dignitoso e la sostenibilità. In questa visione, la cultura non è solo produzione simbolica, ma anche infrastruttura sociale capace di generare valore duraturo per le comunità.
