William Arnone è un Game Programmer che trasforma idee in esperienze interattive coinvolgenti. Specializzato nello sviluppo di videogiochi e applicazioni 3D, unisce una solida formazione accademica – laurea in Informatica con il massimo dei voti – a un percorso professionale costruito sul campo, fatto di progetti concreti e collaborazioni dinamiche. Nel corso della sua carriera ha operato principalmente come freelance, lavorando con team diversi su progetti eterogenei, dal videogioco tradizionale alle esperienze digitali più sperimentali. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una forte autonomia, un approccio pragmatico e una notevole capacità di adattarsi rapidamente a contesti e tecnologie differenti. Lavora principalmente con Unity, Three.js e React, con un focus particolare sullo sviluppo 3D per il web tramite React Three Fiber. Ha inoltre competenze avanzate in TypeScript, JavaScript e C#, supportate da una solida base di sviluppo full-stack. Tra i progetti più significativi spiccano Dragonero, un GDR old-school in cui ha contribuito a gameplay e intelligenza artificiale; Bondman Clicker, sviluppato interamente con integrazione di analisi biometriche; e APPennino, un’app mobile di gamification turistica realizzata come unico programmatore. 

Come nasce un videogioco 

“I videogiochi sono fatti di tanti elementi diversi. Il mio lavoro è prendere immagini, modelli 3D ed effetti sonori e trasformarli in qualcosa di interattivo, seguendo le indicazioni dei designer, che dedicano molto tempo alla progettazione del gioco. Metto insieme questi pezzi in modo che funzionino davvero come un unico sistema: un po’ come dare loro vita, facendo sì che non restino separati ma diventino un’esperienza completa. In sostanza, il mio ruolo è far funzionare tutto e trasformarlo in un videogioco” 

Lo sviluppo di un percorso professionale 

“Oggi lavoro praticamente a tempo pieno sui progetti, mentre all’inizio collaboravamo solo su alcune attività. Da quando sono entrato stabilmente, il lavoro si è consolidato; il cambiamento più significativo, in realtà, è avvenuto proprio all’inizio della collaborazione con Doc. All’inizio non è stato semplice: era la mia prima esperienza nel mondo dei videogiochi e ho dovuto adattarmi a nuovi modi di lavorare e di pensare. Tuttavia, il supporto del team è stato fondamentale e mi ha permesso di crescere gradualmente. Con il tempo abbiamo sviluppato un metodo di lavoro ormai quasi naturale: sappiamo comunicare, collaborare e gestire i ritmi in modo fluido. In particolare, nei progetti B2B abbiamo definito processi chiari per lo scambio dei materiali e l’avanzamento delle attività. Dal punto di vista tecnico, invece, si tratta di un ambito in continua evoluzione: è necessario aggiornarsi costantemente e rimanere al passo con le tecnologie. Allo stesso tempo, anche il rapporto umano all’interno del team si è consolidato, diventando solido e strutturato.” 

Processi e complessità 

“Per creare un videogioco tendenzialmente serve molto tempo, ma dipende dall’obiettivo. Un gioco semplice per browser può richiedere pochi mesi, mentre progetti più complessi possono richiedere anche anni. Dipende molto anche dal team: se lavori da solo devi occuparti di tutto, mentre con un gruppo più ampio è possibile distribuire le attività.  

La competenza principale per uno sviluppatore è il problem solving, perché ogni progetto porta con sé problemi nuovi. Anche con una formazione solida, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo: errori su mobile, su browser o legati alle diverse piattaforme. 

Utilizziamo engine che permettono di esportare su più ambienti, ma ogni passaggio può generare criticità. Serve quindi trovare soluzioni, spesso per tentativi. È un lavoro molto preciso, a volte anche frustrante, soprattutto quando gli errori non dipendono direttamente da te.” 

Come diventare sviluppatore  

“Il consiglio che darei, anche al me stesso del passato, è semplice: buttarsi subito. C’è sempre la tentazione di aspettare di ‘sapere tutto’, ma in realtà non succede mai. Le cose davvero importanti si imparano facendo. Oggi, inoltre, esistono tantissime risorse online: non è tanto importante quale scegliere, quanto iniziare.” 

Come nasce una carriera nel gaming 

“Il mondo dei videogiochi mi è sempre piaciuto, anche perché racchiude diverse forme d’arte: musica, disegno, creatività. Ricordo che da piccolo trovai su una rivista un editor per creare videogiochi e già a 9 anni provavo a realizzare piccole avventure interattive. Poi mi sono fermato fino all’università, perché volevo costruire una base tecnica solida. Col senno di poi, però, avrei potuto iniziare prima: anche senza sapere molto, da bambino ero comunque riuscito a creare qualcosa.” 

Tra creatività e applicazioni B2B 

“I progetti rivolti al pubblico permettono maggiore libertà espressiva e creativa. Nei lavori B2B, invece, bisogna rispettare obiettivi specifici, spesso legati alla formazione o alla comunicazione. Detto questo, anche questi lavori danno grandi soddisfazioni. Ad esempio, il lavoro realizzato per la biblioteca di Mantova: non si trattava di un videogioco in senso classico, ma di un’applicazione per tavolo digitale. In questo progetto mi sono occupato dello sviluppo dell’app, curando le animazioni dell’interfaccia e la gestione dei dati in memoria. Contribuire alla valorizzazione di contenuti culturali e del territorio è stato molto gratificante, anche se diverso dal creare un’esperienza puramente ludica.” 

Lavorare in un team creativo 

“Per me Doc Creativity è stata una scelta naturale: conoscevo già il team e sapevo che mi sarei trovato bene. Inoltre, è un grande vantaggio non doversi occupare della ricerca clienti o della gestione dei pagamenti, aspetti che da freelance possono diventare complessi e dispendiosi in termini di tempo.” 

Sogni, obiettivi e nuovi progetti 

“Attualmente siamo impegnati su diversi progetti. In futuro mi piacerebbe lavorare a un gioco 2D in pixel art, sullo stile dei metroidvania. Sono un grande fan di Castlevania: Symphony of the Night: riuscire a realizzare un progetto simile sarebbe una grande soddisfazione, una vera milestone nel mio percorso.”