Luca Sorrentino è fotografo professionista dal 1995 e socio di Doc Creativity. Ha iniziato il suo percorso nel mondo dell’immagine occupandosi della catalogazione dei Beni Culturali, un ambito che ha contribuito a formare il suo sguardo attento al dettaglio e alla qualità visiva. Nel tempo, le collaborazioni con case editrici e testate giornalistiche lo hanno portato a spaziare tra diversi generi fotografici: architettura, riproduzione di opere d’arte, paesaggio, reportage aziendale e d’attualità. Con l’evoluzione del mercato e l’avvento della fotografia digitale, ha poi portato la propria esperienza anche nel mondo della moda, interpretandolo con sensibilità e rigore tecnico. Oggi continua a offrire servizi fotografici per privati e aziende con la stessa passione degli inizi, unita a un bagaglio di esperienza consolidato e a una costante attenzione all’innovazione, per rispondere alle nuove esigenze di un settore in continuo cambiamento.
Evoluzione della professione fotografica nell’era digitale e dell’intelligenza artificiale
“Non esiste un’unica professione fotografica e ogni fotografo segue percorsi e obiettivi diversi. Io mi sono formato presso l’Istituto superiore di fotografia a Roma con un’insegnante del Centro Sperimentale Di Cinematografia che mi ha avviato verso la fotografia più tecnica e rigorosa, quella che deriva proprio dal cinema, fatta non solo di conoscenze tecniche e dei materiali ma anche di composizione e lettura dell’immagine, un percorso indispensabile per ottenere i contenuti che si vogliono esprimere nelle proprie immagini. Questo accadeva negli anni novanta quando la fotografia era una professione in crescita e garantiva continuità e soddisfazione. Poi negli anni duemila è cambiato tutto e non solo per l’avvento del digitale. Prima l’editoria libraria, poi quella periodica e quotidiana sono entrate in crisi. Anche le agenzie fotografiche ne hanno risentito, andando in crisi a loro volta. Di conseguenza è successo che se da una parte il numero dei fotografi aumentava, grazie anche alle sopraggiunte tecnologie digitali (che hanno abbassato il livello tecnico e la preparazione professionale), dall’altra il lavoro e i budget per i fotografi diminuivano, con conseguente guerra al ribasso tariffario… Successivamente l’uso diffuso dei social ha modificato sostanzialmente la percezione della fotografia svilendola banalizzando contenuti e tecnica e spingendo ad una produzione di quantità a discapito della qualità. Infine, l’ultimo cambiamento epocale ancora in atto, l’AI generativa, sta condizionando e orientando di nuovo il mercato, sostituendo modelli e location con avatar e sfondi generati artificialmente ed ovviamente al posto dei fotografi si vedranno sempre più spesso operatori ibridi che creano immagini digitali dal nulla, seduti davanti ad un monitor. Il risultato è che le specializzazioni, una volta molto richieste, oggi non pagano più. Un fotografo deve formarsi e aggiornarsi costantemente in più discipline, conoscere i software, avere fotocamere all’avanguardia (con spesa spesso sproporzionata) districandosi in un mondo dove la concorrenza ha fatto saltare tutte le poche certezze tariffarie. In pratica di tutto un po’ ma scarsa eccellenza”.
Fotografia: tra passione e professione, una scelta che richiede pazienza e formazione
“Ai giovani consiglio di non intraprendere questa professione… in fondo può essere un bellissimo hobby. Ma se invece lo vuole fare a tutti i costi allora consiglio una buona formazione e apprendistato. L’approccio deve essere umile e non bisogna avere fretta di iniziare l’attività professionale. So che è difficile ma bisogna avere pazienza e nervi saldi, sono tanti i ragazzi che appena sono in grado di scattare con una reflex o mirrorless pensano di essere pronti e si propongono a tariffe stracciate pur di rientrare di qualche spesa e di sentirsi apprezzati, ma questo è un errore grave, soprattutto se si è dotati di talento e si intende esercitare la professione. Così “quel poco meglio di niente” diventa la tariffa futura per lui e gli altri che vorranno lavorare. Studiare, assistere e farsi consigliare da veri professionisti è l’unico consiglio che mi sento di dare, poi ognuno troverà la sua strada seguendo la propria indole e le abilità acquisite anche in altri campi”.
Dai beni culturali all’Alta Moda
“L’esperienza che ha segnato un punto di svolta nella mia carriera non coincide con il progetto che mi ha entusiasmato di più, anche perché non era mai stata nei miei programmi. In quel periodo mi occupavo di fotografia per i beni culturali, ma tutto cambiò con la mia prima esperienza nel mondo della moda, durante le sfilate di AltaRoma AltaModa, la società pubblica che organizzava le settimane dell’Alta Moda romana. Quell’esperienza, iniziata oltre vent’anni fa, ha orientato molte delle mie scelte successive ed è stata fondamentale per il mio percorso professionale, rimanendo ancora oggi un elemento centrale della mia attività”.
Doc Creativity: un’opportunità per lavorare meglio, insieme
“È un anno che sono iscritto a Doc quindi sto ancora facendo le mie valutazioni anche se posso già esprimere degli apprezzamenti per diversi aspetti. Ho una partita IVA dal 1997 che tuttora conservo ma mi sono deciso ad entrare in Doc Creativity per alcune ragioni personali che potrebbero riguardare anche altri colleghi. Per sintetizzare direi:
- un sistema diverso e più vantaggioso di calcolo dei contributi previdenziali;
- una serie di servizi e ammortizzatori che le partite IVA soprattutto forfettarie non hanno;
- la possibilità di utilizzare la cooperativa per acquisire lavori complessi che richiedono un soggetto forte dal punto di vista organizzativo e finanziario e ultimo ma non ultimo la possibilità di collaborare a nuovi progetti condivisi con altri soci anche di altre discipline dello spettacolo, in una parola: sinergie”.
