Alessio Romeo, socio di Doc Creativity, è fotografo professionista da quasi dieci anni, ma la sua passione per la fotografia lo accompagna da sempre. La sua formazione è nata dall’esperienza sul campo, arricchita da corsi pratici, tra cui un percorso in camera oscura e un workshop dell’agenzia Parallelozero dedicato alla collaborazione con National Geographic. Amante delle grotte, delle montagne e del mondo sottomarino, Alessio non si separa mai dalla sua macchina fotografica: prima analogica, oggi digitale, cattura ogni dettaglio delle sue avventure con uno sguardo unico.
Raccontare il mondo attraverso riviste e reportage
“Le prime fotografie sono uscite prima su riviste specializzate del mondo sotterraneo e successivamente su varie testate; l’ultimo “assignement” è stato a dicembre da parte di GEO Francia per cui ho realizzato un reportage su una spedizione esplorativa in Colombia; negli anni ho avuto modo di pubblicare su National Geographic Italia, giornali come Repubblica, e varie testate francesi e spagnole. Fra i clienti ricordo con piacere i servizi fotografici per Moncler in Groenlandia e Islanda e per Rolex sulle Alpi svizzere”.
Illuminare il buio: raccontare gli astronauti nelle profondità della Terra
“Come fotografo di nicchia attratto dall’esplorazione o dall’avventura in senso tradizionale, riscontro un calo di interesse dei clienti e infatti alcuni lavori che per anni erano una certezza sono andati via via scomparendo. Quello che mi ha sempre affascinato in questi anni da fotografo è stato lavorare nei corsi di addestramento organizzati dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per astronauti di diverse agenzie. Uno dei più straordinari è stato il progetto CAVES, che per me è stato tanto un lavoro quanto una grande avventura. Per una settimana sei astronauti si preparavano a muoversi su corda, a fare esperimenti e campionamenti, per poi trascorrere cinque notti in grotta a diverse ore di distanza dall’ingresso. Il mio compito era seguirli e documentarli, piazzando flash e luci nel buio assoluto, con la speranza di cogliere i momenti giusti. Non era semplice: io ed il mio collega, che si occupava del video, non potevamo fermarli né chiedere di ripetere alcuna azione. Ogni scatto andava conquistato sul campo. È stata un’esperienza intensa, difficile ma anche indimenticabile”.
Tra autonomia e tecnologie: il mestiere di oggi
“In situazioni come questa, Doc rappresenta per me un’opportunità preziosa: mi permette di collaborare con realtà che altrimenti richiederebbero partita IVA o una ritenuta d’acconto al 20%. Rimane, però, la questione dei contributi. Grazie alla cooperativa, posso evitare di legarmi a una partita IVA vincolata a un singolo mestiere e conservare la libertà di muovermi in diversi ambiti professionali. Oggi più che mai è fondamentale sapersi promuovere e padroneggiare le tecnologie legate a questa professione: dai video alle foto a 360°, fino all’uso del drone. Ciò che però continuo a trovare più sfidante è proprio il “proporsi”: la parte che mi richiede maggiore impegno e fatica”.
