Creativo per natura, eclettico per vocazione, Elia Cristofoli lavora dove disegno, regia e scrittura si incontrano. Un approccio multidisciplinare che trasforma le idee in immagini, storie e progetti capaci di parlare a pubblici diversi. 

Illustratore, animatore, regista e autore, Elia si è formato sui set degli anni ’90 e ha attraversato più di trent’anni di evoluzione dell’immagine, lavorando tanto nella comunicazione pubblicitaria quanto nella musica e nella produzione video. Dai videoclip animati per artisti italiani e band rock internazionali, fino alla regia di spot e progetti complessi, il suo approccio rimane sempre lo stesso: partire dall’idea, darle forma attraverso il disegno e trasformarla in racconto visivo. 

Accanto all’attività di regista e videomaker, porta avanti un lavoro costante di scrittura – narrativa e pubblicitaria – e di didattica, convinto che la creatività non sia solo talento, ma anche cultura, metodo e condivisione. Negli ultimi anni ha affiancato al lavoro su commissione progetti personali e sperimentali, tra live sketching, formazione e spettacoli che mettono il disegno al centro della scena. 

Tra disegno, video e scrittura 

“Con il tempo ho capito che la mia strada era già segnata. Vengo da una famiglia di creativi, soprattutto grazie a mio padre, che negli anni ’80 aveva una delle prime agenzie di comunicazione a Verona. Fin da bambino mostravo una predisposizione naturale per il disegno: già a tre anni i miei elaborati erano più strutturati rispetto a quelli dei miei coetanei. Piccoli dettagli, come il tentativo di disegnare un collo o un corpo, facevano la differenza. Crescere frequentando l’agenzia di mio padre, in un periodo in cui le agenzie pullulavano di veri creativi – illustratori, fumettisti, registi, copywriter – ha accelerato enormemente la mia formazione. A dodici anni disegnavo come un ventenne e, arrivato al liceo artistico, mi sono trovato spesso nella posizione di non avere molto da imparare, ma piuttosto da condividere. Questo mi ha portato a entrare subito nel mondo del lavoro, senza passare dall’università: appena uscito dal liceo, sono stato coinvolto in agenzie e case di produzione, iniziando anche ad animare i miei disegni. Ho lavorato su videoclip musicali, spot pubblicitari e progetti molto diversi tra loro. A un certo punto ho sentito il bisogno di creare qualcosa di mio: ho formato una troupe di amici e professionisti con cui ho lavorato per circa dieci anni. Da lì in poi le strade si sono diversificate, ma il mio percorso è sempre rimasto guidato dalla creatività. Nel tempo ho scritto e illustrato libri, ho lavorato come regista pubblicitario e videomaker, sia alla guida di troupe strutturate sia in autonomia, con la mia attrezzatura. Parallelamente, non ho mai abbandonato il disegno, che resta il mio primo istinto creativo. Negli ultimi anni ho portato il disegno anche dal vivo, con esperienze di live sketching nei teatri: mentre un’orchestra suona le colonne sonore dei film di Miyazaki, io disegno in tempo reale, creando personaggi e scene davanti al pubblico. Da questa esperienza è nato il desiderio di sviluppare un progetto personale, uno spettacolo di live sketching musicale, diverso dal live painting tradizionale: non gesti astratti, ma sketch chiari, immediati, comprensibili a tutti. La forza dello sketch è proprio questa: in pochi secondi racconta un volto, un’azione, un’emozione. È diretto, potente, non lascia il tempo di annoiarsi”. 

Sketch the Song  

“Questa modalità ha avuto una grande risonanza anche sui social, in particolare su TikTok, dove realizzo dirette seguite da migliaia di persone. Ho creato format come Indovina chi sto Sketchando o Sketch the Song, in cui disegno ispirandomi alla musica o coinvolgendo direttamente il pubblico. Oltre all’intrattenimento, condivido pillole di anatomia e costruzione del disegno, che spesso portano le persone ad avvicinarsi ai miei corsi. Per quanto riguarda il lavoro con le agenzie, oggi sono molto selettivo. Ho ricoperto spesso il ruolo di direttore creativo “a tempo”, guidando campagne nazionali, spot ed eventi complessi. È un lavoro stimolante ma estremamente complesso. Per questo oggi accetto solo progetti che mi interessano davvero e che prevedano una struttura adeguata”. 

Le competenze fondamentali 

“In qualsiasi ambito creativo – disegno, scrittura, regia – la base è una sola: la cultura. Leggere libri, fumetti, guardare film e serie, visitare mostre, interessarsi a tutto senza pregiudizi. I fumetti, ad esempio, sono una palestra straordinaria perché uniscono scrittura, disegno e costruzione narrativa: uno storyboard naturale per chi fa video. A questo si aggiunge l’allenamento costante della creatività e una forte intelligenza empatica: la capacità di entrare nel mondo dell’altro, capirne i bisogni e comunicare in modo efficace, sia nel lavoro con i clienti sia nei propri progetti personali. Nel mio caso, scelgo un pubblico che ama l’arte, indipendentemente da tutto il resto. Mi interessa stimolare curiosità, ispirare, trasmettere passione”. 

Progetti creativi per il mercato musicale. 

“Non c’è stata una svolta unica, ma tante tappe importanti. Tra le più recenti, la collaborazione con Nuclear Blast, una delle più grandi etichette metal al mondo. Abbiamo realizzato videoclip animati per band di fama internazionale come Soilwork e Night Flight Orchestra. Uno di questi video ha raggiunto due milioni di visualizzazioni in mezz’ora: un’esperienza intensa, faticosa e incredibilmente gratificante. Ricordo con grande affetto anche Rock Politic, quando, giovanissimo, mi sono trovato sul set con Adriano Celentano. Uno sketch realizzato al volo ha contribuito a definire la sua iconografia nel programma. Oppure il lavoro con Dolcenera, su un set complesso in stop motion: una professionista straordinaria, disponibile e rigorosa, capace persino di cantare un brano al contrario per esigenze di regia. È in questi contesti, con persone davvero preparate, che nascono i progetti migliori”. 

Perché Doc Creativity 

“Il primo motivo è semplice: liberare i creativi dalla burocrazia. La gestione fiscale è una delle cose più logoranti per chi lavora con la creatività. Ognuno ha un cervello diverso: pretendere che un creativo sia anche un esperto di Excel è irreale. Delegare completamente questi aspetti è fondamentale per lavorare bene. Apprezzo anche i servizi pratici, come gli anticipi sulle fatture, e vedrei con favore una maggiore collaborazione interna tra i soci: scambio di competenze, progetti condivisi, una vera rete creativa. Infine, mi incuriosisce molto la parte Academy: se ci fosse spazio per corsi avanzati di disegno e videomaking, sarebbe un ottimo modo per crescere insieme e rafforzare la comunità”.