Francesca Gurzoni è architetto, designer di formazione e socia di Doc Creativity. Nella ceramica ha trovato il linguaggio più autentico: un equilibrio tra progetto e gesto, tra idea e materia. Con i suoi workshop propone di esplorare la creatività come spazio condiviso, luogo di incontro, sperimentazione e libertà.
Tra tradizione, innovazione e nuove possibilità
“La mia professione è in continua evoluzione: da un lato il lavoro maker è uno dei più antichi al mondo, ed è fortemente identitario e legato alla tradizione; dall’altro, oggi la tecnologia ha aperto nuove possibilità, collaborazioni e possibilità di visibilità. Oggi non basta più essere bravi tecnicamente: serve anche sapersi raccontare, gestire reti professionali, dialogare con realtà differenti e muoversi in un contesto sempre più internazionale e digitale. Questo richiede grande elasticità e capacità di reinventarsi”.
La ricchezza dell’esperienza e della continua sperimentazione
“A chi sogna di intraprendere questo lavoro direi di coltivare curiosità e apertura mentale: sperimentare, osservare, studiare continuamente. Di non avere paura di fare esperienze diverse, anche in piccoli progetti o collaborazioni, perché è proprio lì che si impara di più. Avere chiari i propri valori e il proprio obiettivo, poi, aiuta a non perdersi, anche nei momenti di incertezza”.
Un’esperienza tra tecnica e sperimentazione nello studio parigino Racines
“Lo scorso luglio, mi sono spostata in Francia per uno stage presso lo studio di ceramica Racines di Parigi. Qui ho avuto modo di seguire la produzione di un grosso ordine dall’inizio alla fine, e lavorare con dei gres particolari che non avevo mai usato al tornio”.
Doc Creativity: sicurezza, libertà, esperienza
“Mi sento tutelata e più sicura: mi permette di lavorare in regola, con contratto e una copertura adeguata. Mi sento libera: il modello della cooperativa incoraggia il mio spirito imprenditoriale e mi offre garanzie senza dover rinunciare alla mia libertà professionale. Per l’esperienza: per me è fondamentale avere a che fare con altri professionisti che capiscano cosa significare fare arte e sappiano come muoversi in questo settore meraviglioso ma complesso”.
