Erwin Rizzardi, socio di Doc Creativity, è un artista, maker e designer nato e cresciuto a Coredo, nel cuore della Val di Non. Un territorio sospeso tra le Dolomiti e i meleti trentini, che ha nutrito la sua visione creativa. Spirito inquieto e poliedrico, Erwin ha sempre rifiutato le etichette professionali, preferendo esplorare l’arte e il design senza schemi rigidi. La sua formazione include un diploma in Lavorazione dei Metalli – competenza che gli permette di saldare in sicurezza – e uno in Costruzioni, Ambiente e Territorio, un percorso da geometra affrontato più con curiosità sperimentale che con spirito accademico. Dopo anni di viaggi, esperienze lavorative in giro per il mondo, sceglie di tornare alle sue radici in Val di Non. Qui, immerso nella natura che lo ha formato, sviluppa un linguaggio artistico fondato sul contrasto tra uomo e natura, tra materiali industriali ed elementi organici. Il suo lavoro si traduce in installazioni, opere di design e progetti makerli che mettono in discussione i confini tra costruzione e distruzione, artificio e natura. Più che offrire risposte, la sua ricerca solleva domande: dove finisce l’intervento umano e inizia il mondo naturale? Quali equilibri si creano tra forze opposte? Ogni sua opera è un gioco di tensioni, in cui il dubbio diventa il vero protagonista. 

Dalla passione alla professione: un percorso tra arte, sperimentazione e libertà creativa 

“Come tutti sappiamo, il mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo non è esattamente il settore più redditizio agli inizi—servono tanti sacrifici, sia economici che in termini di tempo. E sì, all’inizio si lavora più per passione che per guadagno! Io ho cominciato proprio così: creando opere, arredi, installazioni e allestimenti solo per il mio personale bisogno di espressione. Poi qualcuno li ha visti, li ha mostrati ad altri, e così via… in un passaparola spontaneo che ha finito per creare una rete di clienti. È stato allora che ho capito di poter trasformare la mia passione in una professione. Da quel momento ho deciso di dedicarmi con più costanza ai miei progetti, sperimentando materiali diversi, tecniche nuove e prospettive anche lontane dal mio mondo, con l’obiettivo di ampliare le mie conoscenze e dare maggiore risonanza al mio lavoro. Oggi le cose stanno andando molto bene: partecipo a concorsi e residenze d’arte, e ho la fortuna di collaborare con clienti che mi lasciano totale libertà creativa—esattamente come piace a me! Se dovessi dare un consiglio, direi di seguire davvero le proprie passioni, perché nelle professioni artistiche il nostro stato d’animo e il nostro coinvolgimento fanno la differenza nel risultato finale”. 

Due tappe fondamentali: dal design internazionale alla Land Art  

“Ci sono due progetti a cui tengo in modo particolare. Il primo è “CONCRETO”, un tavolino da caffè in cemento e ferro da edilizia. È stato il mio primo progetto personale realizzato fuori dall’Italia, precisamente a Francoforte (DE), e per questo ha un grande valore per me: rappresenta un momento di svolta nel 2021. Il secondo è “VALICO”, un’installazione permanente creata per il concorso d’arte Predaia Arte Natura nel 2024. Con questo progetto ho finalmente avuto l’opportunità di realizzare un’installazione di grandi dimensioni nel campo della Land Art, una disciplina in cui mi riconosco completamente. Ora l’obiettivo è continuare su questa strada e realizzarne molte altre!”.

Doc Creativity: supporto, rete e libertà di concentrarsi sulla propria arte 

“Essere soci di Doc Creativity offre numerosi vantaggi. Il primo, e forse il più importante, è la gestione della burocrazia, che permette di concentrarsi pienamente sulla propria attività senza doversi occupare di aspetti amministrativi complessi. Un altro aspetto fondamentale è la disponibilità e il supporto del team di Doc: la professionalità e l’efficienza di Erika e Irene sono state preziose nella risoluzione di molte situazioni. Infine, entrare a far parte di Doc Creativity significa far parte di una rete. Anche senza conoscersi direttamente, si ha la consapevolezza di appartenere a una comunità più ampia, in cui il confronto e il supporto reciproco sono valori fondamentali”.