Fabio Passador è un fotografo che ha scelto la narrazione visiva come lingua per raccontare il mondo. Socio di Doc Creativity, dopo gli anni della formazione si avvicina alla street photography e al fotogiornalismo, ispirato dai grandi maestri dell’immagine. Il suo sguardo va oltre l’estetica: coglie il movimento, lo sport e l’inclusione. Collabora con il Comitato Italiano Paralimpico del Friuli Venezia Giulia e, parallelamente, segue progetti di solidarietà internazionale, raccontando i viaggi umanitari della ONLUS triestina “Non bombe ma solo caramelle”. Ogni scatto diventa testimonianza, ogni volto una storia che merita di essere ricordata. La sua macchina fotografica non si limita a osservare: interpreta, interroga e restituisce con autenticità.
Dalla fotografia alla formazione: un viaggio condiviso tra creatività, crescita umana e narrazione visiva
“Da fotografo di matrimoni, pian piano ho condiviso questo lavoro con colleghi professionisti che mi hanno avvicinato al reportage sportivo e sociale. Gli anni di esperienza di lavoro nelle scuole mi è servito per inventarmi formatore, disciplina che amo profondamente e che mi consente di lavorare con i giovanissimi ed educarli alla Cultura della fotografia e dell’immagine. La soddisfazione di vederli creare un racconto fotografico, di sviscerare la creatività e consentire un metodo di linguaggio nuovo rispetto alla didattica convenzionale, è una sfida affascinante e che dà tantissime soddisfazioni”.
Libertà creativa e condivisione: il bello di far parte di una rete professionale
“Ai giovani che vogliono avvicinarsi a questo mondo dico che vale la pena provare, perché vi sentirete liberi di occuparvi essenzialmente della vostra creatività e potrete far parte di una rete di professionisti con grande esperienza alle spalle”.
Uno sguardo oltre i confini: storie di umanità, resistenza e dignità tra reportage, disabilità e diritti negati
“Il progetto fotografico che più mi ha entusiasmato è sicuramente quello di un reportage legato all’attività della onlus “Non bombe ma solo caramelle”, che si è occupata di cooperazione internazionale in Serbia dal 1999 al 2021. Un lavoro che mi ha portato a effettuare diversi viaggi nella città di Kragujevac, in primis come volontario, poi come affidatario e quindi come fotografo nel documentare i vari progetti in loco. Il lavoro è poi stato raccolto nella mostra fotografica intitolata “Danni collaterali”, inaugurata nel 2019 al Circolo ARCI “Tina Merlin” di Montereale Valcellina. Negli anni sto realizzando anche un progetto a lungo termine sulla vita di una persona apolide, che mi auguro possa vedere presto la luce in una pubblicazione. Altri reportage fotografici si sono poi sviluppati sul tema delle disabilità e sullo sport, conclusi sempre con delle esposizioni, sia personali che collettive”.
La forza della rete
“La mia esperienza lavorativa con Doc Servizi e poi con Doc Creativity inizia nel 2018, dopo alcune esperienze lavorative da dipendente. Scegliere la via professionale del freelance è il frutto di tanti anni di formazione, di sbagli e abbagli. Un percorso di crescita tecnica ma soprattutto umana e condivisa con alcune colleghe e colleghi che, trovandosi nella mia stessa condizione, hanno voluto mettersi in gioco. Far parte della rete è stata una scelta ponderata ma che considero pienamente soddisfacente, in quanto mi consente di pensare solamente a realizzare il mio lavoro. Avendo a che fare poi con la pubblica amministrazione, nella nostra rete trovo sempre il supporto e la disponibilità ad aiutarmi. Alcuni colleghi si sono avvicinati insieme a me e l’opportunità di condividere il lavoro con altre persone è spesso motivo di arricchimento professionale e umano”.
