Daniele Mocci è un socio Doc Creativity ed eclettico sceneggiatore, scrittore e copywriter, attivo da oltre venticinque anni nel panorama del fumetto, della narrativa e della comunicazione. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Cagliari, ha affinato le sue competenze con un Master in Creative Content Writing presso l’ISC/IED di Milano e diverse masterclass in sceneggiatura e paesaggio promosse dalla Sardegna Film Commission.
Nel 1997 ha co-fondato l’Associazione Chine Vaganti, impegnata nella promozione del fumetto attraverso eventi, autoproduzioni e formazione. Dal 1998 conduce laboratori di scrittura, sceneggiatura e linguaggi creativi in scuole e contesti extrascolastici, contribuendo alla crescita di giovani talenti.
La sua carriera spazia dalla sceneggiatura di fumetti – con collaborazioni di rilievo per Mondadori, Piemme, Condaghes e la rivista 44 Gatti – alla scrittura teatrale, passando per il ruolo di copywriter pubblicitario a Milano. Tra i suoi lavori più noti figurano la serie a fumetti Super Pro, il graphic novel La principessa che amava i film horror (finalista ai premi Gran Guinigi e Boscarato), e i romanzi L’ultimo giorno di primavera e La memoria delle forbici. Ha collaborato ai testi per la collana I Preistotopi, spin-off di Geronimo Stilton.
Negli ultimi anni, Mocci ha consolidato il suo impegno nella narrativa per ragazzi, pubblicando titoli come Coda di Castoro e I cercatori dell’acca perduta (Mondadori), e ha sceneggiato il cortometraggio animato 28 aprile 1794: sa die de sa Sardigna. Nel 2024 ha ideato e diretto il festival internazionale Tesori a Fumetti, confermando il suo ruolo di promotore culturale. Un autore versatile e instancabile, capace di spaziare tra generi e linguaggi diversi, sempre con uno sguardo attento alla narrazione e alla creatività.
Un percorso tra fumetto, scrittura e formazione
“Il mio lavoro è una passione che si è trasformata in una professione, e non è solo un modo di dire. Fin da bambino ho sempre sognato di fare almeno alcune delle cose che oggi fanno parte del mio quotidiano. Tuttavia, il percorso non è stato lineare come potrebbe sembrare: gli anni universitari sono stati segnati da dubbi e da ipotesi di strade alternative.
Se dovessi ripercorrere i momenti che hanno segnato la mia carriera, ce ne sono almeno due che hanno fatto davvero la differenza. Il primo risale agli anni immediatamente successivi all’università. Ho iniziato a lavorare in ambiti coerenti con il mio percorso di studi, ma senza particolare entusiasmo: era più un dovere che una passione. Quasi in contemporanea, però, nel 1997, con cinque amici ho fondato un’associazione dedicata allo studio e alla diffusione del fumetto. Un’avventura nata in un piccolo paese di diecimila abitanti, dove iniziative del genere erano rare, ma che ancora oggi, dopo 27 anni, continua a esistere e a fare la differenza. Quegli anni furono un periodo vivace per il fumetto in Sardegna, con tanti gruppi e associazioni attivi sul territorio. Siamo riusciti a inserirci in quel contesto e, incredibilmente, il nostro è l’unico gruppo di quegli anni ancora in vita.
Il secondo momento chiave è legato all’evoluzione della mia professione. Fin dai primi anni dell’associazione, ho iniziato a tenere laboratori di fumetto e di scrittura narrativa nelle scuole, ma attorno al 2004-2005 le cose sono cambiate: le politiche scolastiche in Sardegna hanno ridotto drasticamente le opportunità per chi, come me, aveva costruito una rete di collaborazioni con le scuole. A quel punto, ho preso una decisione drastica: trasferirmi a Milano. Ho frequentato un master in scrittura pubblicitaria e poi ho lavorato per cinque anni come copywriter in un’agenzia. Nel 2010 sono rientrato in Sardegna, collaborando fino al 2013 con Geronimo Stilton, ma poi sono arrivati anni difficili.
La svolta è arrivata con la pandemia. Il tempo trascorso in casa ha permesso di scrivere e progettare nuovi lavori, e una volta finito il lockdown, sono ripartite anche le proposte per i laboratori scolastici. Negli ultimi anni, grazie ai fondi PON e PNRR, queste opportunità sono aumentate, permettendomi di riequilibrare il mio percorso e dedicare più spazio ai progetti editoriali e alle collaborazioni con altri professionisti.
Un altro elemento che si è aggiunto negli ultimi dieci anni è il coinvolgimento nei festival letterari e di fumetto, sia come organizzatore e direttore artistico, sia come ospite per presentazioni e laboratori. Questo ha contribuito a dare maggiore stabilità alla mia professione, che resta comunque dinamica e in continua evoluzione”.
Doc Creativity: una scelta professionale che semplifica e arricchisce
“Il mio percorso con Doc Creativity è iniziato nel 2016, in un momento di cambiamento. Dopo aver chiuso la partita IVA a causa delle difficoltà legate alla tassazione, ero alla ricerca di una soluzione più sostenibile per portare avanti la mia professione. È stato allora che, grazie a un’amica comune, ho conosciuto Franca Carai di Doc Sardegna, che mi ha fatto scoprire la cooperativa. Da quel momento, entrare a farne parte si è rivelata una scelta vincente.
Ci sono diversi motivi per cui vale la pena essere soci di Doc Creativity, ma posso sicuramente evidenziarne tre che per me sono fondamentali. Il primo riguarda la gestione della burocrazia e della fiscalità: grazie alla cooperativa, posso concentrarmi totalmente sul mio lavoro creativo, senza dovermi distrarre o preoccupare delle questioni amministrative e fiscali. Questo mi permette di dedicare il mio tempo e le mie energie a ciò che davvero conta, senza stress inutili. Il secondo motivo è legato alle opportunità di collaborazione: essere parte di Doc Creativity mi ha dato la possibilità di partecipare a numerosi progetti e festival che hanno arricchito e ampliato il mio percorso professionale. Queste esperienze sono state fondamentali per crescere e sviluppare nuove idee. Infine, c’è il supporto del team: ogni volta che ho bisogno di un documento, di assistenza o semplicemente di un consiglio, so di poter contare su una risposta rapida e competente. La squadra è sempre pronta ad aiutare e a risolvere ogni necessità, il che rende il lavoro molto più semplice e fluido. Per tutti questi motivi, essere soci di Doc Creativity è una scelta che fa davvero la differenza”.
La scuola come fucina di creatività: il progetto teatrale che attraversa il tempo
“Uno dei progetti a cui sono più affezionato è sicuramente La figlia dell’Alcalde, un lavoro teatrale che ha preso vita nel 2003 in una scuola e che nel corso degli anni è stato ripreso in diverse versioni. La storia è ambientata nel Cinquecento in Sardegna e racconta di una comunità costiera minacciata dai corsari saraceni. Questo progetto è la prova concreta che la scuola può essere un luogo di grande creatività e continuità culturale, capace di dare vita a opere che, nonostante il passare del tempo, riescono a rimanere attuali e significative”.
Il segreto del successo nel fumetto: passione, adattabilità e collaborazione
“A chiunque desideri intraprendere una carriera nel fumetto, il mio consiglio è di farlo con passione, senza farsi sopraffare dalla ricerca immediata del successo. È fondamentale investire tempo nello studio e nell’approfondire anche esperienze che, a prima vista, potrebbero sembrare lontane dai propri interessi. Spesso, infatti, sono proprio queste esperienze a insegnarci di più, rispetto a quelle che si trovano nella propria zona di comfort. Un aspetto cruciale, poi, è la continua ricerca di collaborazioni: il lavoro in rete è, senza dubbio, una delle chiavi per emergere in questo settore. Se dovessi individuare un segreto per riuscire, credo che sia la capacità di adattarsi e di collaborare con gli altri. Certo, esistono talenti straordinari che si esprimono in ambiti molto specifici, ma personalmente ho sempre preferito diversificare e lavorare in gruppo. Questo approccio mi ha permesso di superare le difficoltà e di cogliere nuove opportunità lungo il percorso”.
